Il mio personale cambio d’armadio.

Maggio 20, 2008 at 5:13 pm (franc3s) (, )

Questo post nasce da una bozza tracciata, un po a caso, un po senza ordine, il 14 maggio, il giorno in cui decisi di fare il mio più grande cambio d’armadio.. E oggi certo, è un po anacronistico, ma siccome parto, e al mio ritorno ho altre idee in testa, non voglio arrivare tardi. E questo post voglio proprio scriverlo, anche se non sarà letto, o magari non sarà utile.

Le foto per documentare volevo farle. Più che altro per passarle su messenger a un’amica, ma l’imbarazzo dell’entropia creata mi ha frenata dal farle per mostrare. Mica pensavo che avrei capito quanto life-style c’è nel mio cambio d’armadio.

Erano settimane almeno che bilanciata tra il buon vecchio “non mi sta bene nulla” e il classico “non ho niente da mettermi (comunque)” rovistavo negli ultimi dieci minuti di libertà l’armadio, salvo poi trovare qualcosa all’ultimo e ributtare dentro, alla peggio rinfusa, tutto quanto avessi tirato fuori. Chiudi le ante dell’armadio e via il pensiero.

Poi arrivano i giorni di caldo. (Ma com’erano poi, chi se li ricorda più. Piove, e fa grigio). Rovisto allo stesso modo, con la differenza che uso più ripiani, quello estivo, e quello pseudo autunnale del non ci sono più le mezze stagioni.  In questo caso aumentando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. Macello.

Allora insomma, che cambio dell’armadio sia. E pure cambio di stile. Che se non va bene piu nulla, butti tutto.

Così tra lo spauracchio del cambio delle misure, dei ricordi che non li butti mai via e occupano sempre una posizione di rilievo quando cerchi dell’altro e una giornata di lavoro buttata (eh si, dovrebbe essere passibile di mutua il cambio d’armadio, al pari della varicella e del mestruo), scopro che il mio antico metodo, valido per riordinare l’entropia (in breve, caccia tutto per terra, dovrai pulire per forza) funziona anche per il cambio di stagione, e scopro poi che non sono la sola a pensarlo.

Nel giubilio della mio nevrotico metodo, mi pento di non aver diffuso un cs prima, insomma, quelli mi hanno spiato, quel metodo lì l’ho inventato io!!!! Ci tenevo, che diamine :(

1_ rimuovi tutto dall’armadio
2_ separa cio che sai che terrai (qui c’è un differenza, loro, i copioni, dicono che vada separato cio che si desidera buttare, ma temo che l’articolo sia stato scritto da uomini, altrimenti saprebbero che se fosse cosi facile, si sarebbe gia fatto!)
3_ dividi ciò che rimane in pile tematiche, a tuo gusto
4_ organizza il tuo armadio in scomparti (io ho eliminato un piano, dopo 15 anni, è stato un trauma, devo dire).

1_perchè in questo modo, sarai maledettamente costretto a mettere tutto a posto, e a quel punto tanto vale, dare un’occhiata. E con tutto a mezzo, non ti perderai certo qualcosa.

2_3_ Prepara due sacchi, uno per la roba da buttare, uno per cio che intendi dare in beneficienza. Io butto dentro allo staccapanni. Non sentimentalizzare troppo, non appena decidi che qualosa dovrà sparire, FALLO SPARIRE! Altrimenti stai certa che troverai un modo per riprenderlo con te, con più convinzione che prima!

4_ Questa dovrebbe essere la parte più bella, ti sei fatta rimanere ciò che vale? Hai fatto una doccia? La fase 2 e 3 sono particolarmente sfibranti. Sistema lo specchio, componi un pantalone o una maglia standard per provare le indecisioni (di certo non ti convinceranno sopra la tuta!), accendi la musica, e attacca!
Normalmente le categorie iniziano con la stagione, poi interviene l’uso e la tematicità dell’abito. E poi c’è la classica “What the hell is this?”. Se la possiedi, sai di dover tornare al punto uno. Classico.

Ci metterete più tempo del necessario, non prendete impegni. Ma è un’opera buona. Ve ne sarete grate, garantito! ;)

2 Commenti

  1. perfettodifettoso ha detto,

  2. Pa ha detto,

    Wow!! Un’azione simile è davvero rivoluzionaria e segna un’epoca, un cambiamento… anch’io vorrei fare un cambio di armadio, di life-style… Brava Fra!! Ottima mossa!

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