Costruire.

Maggio 29, 2007 at 7:48 pm (everyday, franc3s)

Sono una grafica. Visual Designer. Ci provo. Faccio il possibile. Ho studiato, e studio, per usare principi, e integrarli con la mia visione delle cose. Per comunicare qualcosa senza usare le parole.

Si narra che un giorno un anziano signore fosse andato a visitare un cantiere dove si stava costruendo una Cattedrale. Visti tre operai che stavano tagliando pietre, pose loro questa domanda: «di che cosa vi state occupando?».Il primo tagliapietre rispose: «di guadagnarmi la vita».

Il secondo: «di tagliare la pietra».

Il terzo: «di costruire una Cattedrale».

L’uomo si rese conto che aveva a che fare con tre persone fra loro molto differenti. Il primo lavorava per la sopravvivenza e non si interessava al mondo dei simboli. Il secondo era un buon tecnico che non si interrogava sul significato dell’opera. Il terzo operaio, al contrario, sarebbe senza dubbio diventato un Maestro, perché, pur lavorando alla pietra singola, aveva già la visione di tutta la Cattedrale che si innalzava verso il cielo. Egli comprendeva bene come il suo semplice lavoro fosse finalizzato a realizzare un tutto armonico pregno di significato simbolico.

Capita che i clienti chiedano qualcosa di vago, spesso è cosi. Hanno un’idea e neanche loro lo sanno bene cosa vogliono.

Tu sei una sorta di burella per loro. Loro lo vogliono, tu lo esegui. Hai un impegno sopraffino nei loro confronti.  Devi capirli, capire il loro desiderio. Capire la loro necessità comunicativa. Stai costruendo la cattedrale e sta a te capire quali siano i mattoni giusti e la giusta calce che li porti in alto.

Altre volte i clienti sanno già cosa vogliono. Ma non sono in grado di farlo. Tu devi esaudire un loro sciocco desiderio. Sciocco come tutte le cose di cui si dovrebbe vivere. Sciocco, ma serio come un quadro. E loro ti saranno riconoscenti. Per 15 minuti forse. Ma oggi vogliamo tutti più di un 15 minuti di celebrità.

Oggi mi è stato fatto un complimento strano. L’essere entusiasta di qualcosa di cui non ero conscia di esser entusiasta.

Sì. Io voglio essere un’entusiasta anche quando il mio lavoro è operaio e fordista, che capita, come in tutte le cose. Come in tutte le cose che possano dirsi le migliori, con le loro eccezioni. Voglio costruire cattedrali  nella mia vita, voglio i miei 15 minuti di celebrità, da godermi anche da sola, con me stessa. Ma io li voglio.

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